La leggenda della Mea


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Pier Saccone Tarlati

La storia

PIER SACCONE TARLATI
1261-1356.

Ghibellino, Signore di Arezzo,Città di Castello,Sansepolcro,Bibbiena, Pietramala,
Chiusi, Castiglion Fiorentino

Viene spesso ricordato come Pier Saccone; Pietro Saccone o Pietro Sacconi figlio di Angiolo Tarlati.
La sua "arma", descritta dal Pasqui, era un insegna con sei pietre quadre in campo azzurro sormontato da aquila spiegata.
L'arma del tarlati è visibile nella chiesa di Montecchio, affiancata all'arma dei conti Aldobrandeschi di Sovana della qual
stirpe era Giovanna moglie di Taralto, fratello legittimo più giovane di Saccone.
Secondo il Pasqui il soprannome Saccone fu acquistato da Pietro per la sua grossa corporatura, mentre altri attribuiscono
quel soprannome a causa della sua ingordigia di beni e cose. Nacque dopo il 1275 e morì a Bibbiena, nella sua rocca, nel
1356. Fu gran Soldato, ottenne quasi tutto quello che volle e se non gli veniva dato se lo prendeva con la forza.


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